Cava Museo di Fantiscritti

Tu sei qui

  • Sarà forse perché le Alpi Apuane sono i bacini marmiferi più antichi, più vasti e più alti del mondo, o sarà perché il panorama sulla valle e sul mare lasciano senza fiato, ma ogni volta che si giunge alle cave di Carrara l’emozione è fortissima.

    Quelle dei Fantiscritti poi, appena sopra la città nei pressi dei Ponti di Vara, hanno un fascino particolare legato alla loro storia. Il nome deriva da un bassorilievo romano scolpito direttamente sulla parete di roccia, che rappresenta - in proporzioni ridotte - Ercole, Giove e Dioniso affiancati da un groviglio di nomi incisi da alcuni degli artisti che di qui sono passati in cerca del blocco perfetto e che qui hanno lasciato traccia del proprio passaggio.

    Tra le firme illustri, quella del Giambologna e del Canova. Fantiscritti - fanti in dialetto locale vuol dire fanciulli - è l’appellativo scelto dai cavatori, che nulla sapevano di mitologia greca e che vi riconobbero solo tre giovani ragazzi. Il bassorilievo è datato fra il 203 e il 212 d.C. Oggi è custodito all’Accademia di Belle Arti di Carrara

    Nel 1987, a riconoscimento del loro valore storico e culturale, è stato fondato un museo, a cura di Walter Danesi che dopo anni di ricerche, ha voluto far luce sul lavoro delle cave e celebrare le immani fatiche dei cavatori.

    Il percorso espositivo si apre con delle sculture a grandezza naturale di uomini e buoi a lavoro, opera dello scultore Boutros Romein, e continua con l’allestimento di una tipica casa dei cavatori, una dimora semplice e modesta, nella quale gli attrezzi da lavoro si uniscono agli utensili da cucina. Si scoprono le tante diverse professioni della cava: dal tecchiaiolo che preparava la parete di roccia per le escavazioni successive, al buscaiol che lavorava a giornata con mansioni diverse, dai lizzatori addetti al trasporto del marmo fino al magnan che aggiustava gli attrezzi dei cavatori. Un viaggio che racconta la vita quotidiana di uomini e donne che hanno fatto la storia di questo territorio e che sono artefici e testimoni senza firma e senza voce della storia dell’arte occidentale.

     

  • Note aggiuntive sugli orari:
Gratuite:
visita, vista panoramica
Pagamento:
acquisto prodotti artigianali

La redazione consiglia


Articoli, itinerari e consigli di viaggio dalla redazione di Trame di Lunigiana

Nei dintorni